martedì 28 giugno 2016

La Filatura con fuso sospeso

"Mentre le mani compivano ritualmente il loro eterno lavoro:
la sinistra reggeva la conocchia coperta di morbida lana,
la destra, tirando lievemente, formava i fili
con le dita rivolte in alto, poi, col pollice in basso
girava il fuso tenuto in equilibrio dal fusaiolo rotondo, 
e volta a volta pareggiava il lavoro coi denti;
la lana morsa, che prima sporgeva dal filo, 
restava attaccata alle labbra secche.
Davanti ai loro piedi, cesti di vimini
conservavano le matasse di candida lana.
E filando la lana, rivelavano questi destini
con voce alta e chiara, col loro canto 
profetico, che nessuna età potrà poi smentire."
(Canto delle Parche del Carme LXIV - Catullo)




26 Giugno 2016 - Museo della città di Ancona

Imperdibile laboratorio tenutosi al Museo della città di Ancona riguardante l'antica arte della filatura con fuso sospeso e la tintura naturale, ad opera di Officina Temporis.


La pratica della filatura risale sin da epoche remote e rappresentava una delle principali e più nobili occupazioni femminili del mondo antico, tanto da venir spesso raffigurata su sarcofagi, vasi, troni e citata in molti poemi; inoltre documenti archeologici d'epoca Greca e Romana, ne confermano l'importanza grazie ai numerosi fusi ritrovati presso sepolture femminili.
Secondo gli Egizi, nelle cui tombe sono stati ritrovati antichissimi vasi orientali con riproduzioni di donne in atto di filare col fuso, la filatura venne inventata dalla dea Iside; mentre secondo i Greci, presso cui Omero narrava non solo di ancelle e casalinghe ma anche di principesse e regine che filavano con fuso e conocchia, questa la di deve alla dea Minerva; e secondo i Romani, dove Catullo narrava delle tre Parche filanti gli stami delle vite umane, era invenzione della dea Atena; per i Peruviani, invece era opera di Mama Oello, e per i Cinesi dell'antico imperatore Yao.


La filatura con fuso sospeso prevede l'utilizzo del fuso, un'asticella rotonda in legno, o osso,  terminante a punta, munito di fusaiola, un disco con foro centrale entro il quale viene inserito il fuso, che funge da volano, prolungando e mantenendo costante il moto rotatorio del fuso stesso, e che contribuisce alla creazione di un filo più resistente e regolare.
Talvolta i fusi possono essere muniti direttamente di fusaiola, assumendo così un aspetto bombato; e le fusaiole, solitamente in ceramica, ma anche in legno e pietra, possono assumere differenti misure sulla base dalla tipologia e finezza del filato da tessere: per la lana che è una fibra corta, sono più indicate fusaiole piccole che danno un moto breve e veloce al fuso; per il lino che è una fibra lunga, sono invece più indicate fusaiole grosse che, al contrario, danno un moto lento e duraturo al fuso.


La filatura tramite il fuso sospeso avviene in un primo momento manualmente, quando le fibre vengono inizialmente attorcigliate a mano o sulla coscia, come si usava prima dell'avvento dei fusi, per preparare l'avvio della lavorazione da allacciare al fuso; successivamente le fibre appena attorcigliate vengono fissate a questo annodandole in una piccola scanalatura nell'estremità o agganciandole ad un uncino, per poi dare inizio alla filatura vera e propria. La torsione avviene dando una spinta di rotazione al fuso che rimane sospeso a mezz'aria continuando a girare, grazie anche all'aiuto della fusaiola, e tirando delicatamente le fibre verso il basso aiutandole nella torsione. Mano a mano che il filo si viene a creare, questo viene arrotolato attorno al fuso.




Munita di fuso, fusaiola e lana da filare anche Munablom ha dato vita al suo piccolo filato.





*La descrizione relativa alla tintura naturale, sarà leggibile al post: La tintura naturale

venerdì 17 giugno 2016

AEROBICA

"I'm gonna live forever,
I'm gonna learn how to fly,
I'm gonna make it to haven,
Baby, remember my name"
(Michael Gore - "Fame")



Oltre la Breakdance, l'America degli anni '80 ha sfornato un ulteriore tipo di attività fisica e di passione, quasi del tutto femminile, che ha dato vita ad un vero e proprio modo di vestire capace di far tendenza: l'Aerobica.
Coniata verso la fine degli anni '60 del 1900, la parola 'aerobica' diverrà improvvisamente di moda una quindicina di anni dopo, grazie al nuovo interesse posto verso la salute fisica ed il fitness visto come disciplina adatta a tutti e fattibile in gruppo, divertendosi a suon di musica sotto la guida di un istruttore esperto.
L'abbigliamento in voga per l'aerobica richiedeva indumenti specifici, quali body dai colori vivaci, top e calzamaglie aderenti in tinta o in contrasto colore, scaldamuscoli per i polpacci, cardigan corti da ballerina, e fasce sulla fronte. Il materiale maggiormente usato per fabbricare body e calzamaglie era la lycra ed i colori più usati erano blu elettrico, viola, fucsia e giallo.
Parte del successo di questa moda e della passione per il fitness e per la danza, lo si deve anche al cinema ed alla televisione, che hanno saputo lanciare e diffondere film come "Saranno Famosi", a cui seguirà l'omonima serie tv, e "Flash Dance", e alla diffusione capillare dei VHS con le lezioni di Jane Fonda da poter fare comodamente a casa.


domenica 12 giugno 2016

Orecchini quadratini

"Il caso favorisce la mente preparata"
(L. Pasteur)






Orecchini quadratini a lobo in feltro color arcobaleno con gancio color oro.
Yoral 01

Yoral 01

Yoral 01


Orecchini quadratini a lobo in feltro color bianco nero e grigio con gancio color nikel.

Yoral 02

 Yoral 02


Yoral 02




sabato 11 giugno 2016

HIP-HOP & BREAKDANCE

"To the hip hop, hip hop, don't stop that body rock".
(Starski)


L'America degli anni '80 ha dato vita ad una delle sottoculture giovanili più diffuse che affonda le sue radici nei ghetti neri di New York, soprattutto nel Bronx, e che si era organizzata attorno alle nuove forme di arte, come l'areosol-art, la musica rap e la breakdance. In quegli anni New York non era certo al suo massimo splendore, sull'orlo della banca rotta stava attraversando uno dei periodi più cupi e violenti della sua storia, da una urbanistica decadente a servizi assistenziali inesistenti, al prosperare di gang e omicidi in serie, ed alla delocalizzazione delle fabbriche; ma in questa situazione di malcontento generale c'era anche chi non si rassegnava, escogitando contromosse per non cedere alla disperazione e riuscire ad affermare la propria identità. Armati di pennarelli 'Magic Marker' a punta grossa e bomboletta di vernice spray, i ragazzini del Bronx iniziano a tappezzare muri, camion, monumenti, saracinesche di negozi e vagoni della metropolitana di disegni e scritte, lanciando una simbolica guerra alla conquista della città, che porterà da azioni singole a vere e proprie gang creative da cui si verrà sviluppando tutta la sottocultura Hip-Hop.
Fautori della musica rap e della breakdance, i b-boys e le flygirls (termini con cui si chiamavano ballerini e ballerine), per agevolare i loro movimenti erano soliti indossare un abbigliamento comodo e si aggiravano per le strade della città muniti delle tipiche 'ghettoblaster', ingombrantissime radiostereo portatili decorate di graffiti, che inondavano le strade della loro amata musica.
Sono stati i primi ad esibire un tipo di outfit che avrà un largo seguito nel panorama globale e che detterà parte della buona sorte di importanti griffe sportive; portavano tute da ginnastica in nylon lucido e larghi pantaloni in tela, abbinati a t-shirt over size o magliette e top aderenti, scarpe da basket con stringhe voluminose, berretti in lana, bandane e cappelli da camionista per proteggere la testa durante le esibizioni break, guanti da ciclista senza dita, occhiali da sci per darsi un tono ed una moltitudine di pesanti gioielli in oro fatti di catene e simboli del dollaro. Col tempo poi, il look originario che rifletteva l'amore per l'attività fisica e la comodità per ballare, lascerà spazio alla ricerca di un aspetto più leccato e "da podio" rincorrendo sempre più spesso a griffe già note di abbigliamento sportivo e successivamente poi, nel corso degli anni '90, si assistirà ad una netta perdita del senso delle proporzioni, con capi sportwear ancor più esageratamente larghi e braghe calate all'altezza del bacino.


martedì 7 giugno 2016

L'esigenza di cambiare l'abito

"Non c'è nulla di immutabile, tranne l'esigenza di cambiare"
(Eraclito)




C'era una volta un bel vestito in seta con maniche e davantino sfrangiato e adorno di perline ed un'ampissima gonna a mezza ruota dal fondo irregolare...

un giorno, a forza di usarlo, il corpino si strappò e Munablom entrò in soccorso dell'abito salvando la gonna dalla distruzione.

Gonna 3/4 a mezza ruota con fondo irregolare e cinta in vita; allacciatura laterale tramite zip invisibile e gancini.
Seeby

lunedì 6 giugno 2016

Orecchini acchiappasogni

"Canto e sogno
nel mio povero modo
sopra la terra, io, 
che sbarcherò ancora
sopra la terra."
(Canto sciamanico Ojibwa)




Orecchini lavorati interamente a mano con acchiappasogni nei toni del rosso-arancio.
Adsila 01

Adsila 01

Adsila 01

Orecchini lavorati interamente a mano con acchiappasogni nei toni del blu.
Adsila 02

Adsila 02

Adsila 02