martedì 30 dicembre 2014

Surya

"Non aspettarti ninfee in ogni stagno"
(proveribo indiano)




Casacca in Sari indiana con elastico si scollo e polsi e arricciatura lungo i fianchi.

Surya

Surya


Taglia: S - XS
Lunghezza: cm 48



Surya

Surya

domenica 28 dicembre 2014

Into the Wilde

"When you want something in life, 
you gust gotta reach out and grab it".
(J. Krakauer - "Into the Wilde")




L'ispirazione proviene da un film ed il risultato, seppur non fedelissimo all'originale, è comunque un simpatico e caldo cappello colorato.

Jon

Berretto in misto lana-acrilico a coste 1:1 nei colori del ruggine, rosso e marrone.
Tessuto con telaio manuale (cir. 61,5 cm)

Jon

sabato 27 dicembre 2014

Il lancio dei dadi

"I dadi sono lanciati e il momento che ha determinato il futuro è di gran lunga trascorso."
(Zelda Sayre Fizgerald)






Zelda


Borsa in patchwork di quadrati di feltro lilla, viola, nero e grigia, con manici in feltro nero e charm con campanella e pendagli.
Fodera interna in nilon grigio e nero; chiusura tramite bottone automatico.


Dimensioni: 46x31 cm
Manici: l.45 cm



venerdì 26 dicembre 2014

Irish

"Signore, io sono Irish,
quello che verrà da Te in bicicletta."
("Signore, io sono Irish" - New Trolls)






Irish (dav.)

Borsa in feltro verde, arancione e panna con chiusura tramite bottone in feltro a forma di quadrifoglio.

Irish 

Dimensioni: 17x26x12.

Irish (dt.) 

Ciondolo a forma di quadrifoglio allacciato ad uno dei manici. 

giovedì 25 dicembre 2014

Gorros

"Il tuo berretto di sole andava su e giù
nel poco spazio che sempre ti hanno dato."
("Al padre" - S. Quasimodo)






Berretti super-colorati e caldissimi dal gusto vintage.



Big Finn 01
Berretto in filato misto lana ruggine, verde e panna.
Tessuto con telaio manuale (cir. 61,5 cm)

Big Finn 02
Berretto in filato misto lana ruggine, marrone e panna.
Tessuto con telaio manuale (cir. 61,5 cm)






Big Finn 03
Berretto in filato misto lana blu, turchese e panna.
Tessuto con telaio manuale (cir. 61,5 cm)

Big Finn 04
Berretto in filato misto lana blu, rosso e panna.
Tessuto con telaio manuale (cir. 61,5 cm)





mercoledì 24 dicembre 2014

Kmud

"I folli inventano le mode, i saggi le inseguono"
(anonimo)




Kmud (dav.)

Casacca in sari indiana aperta sul davanti con scollo a "v" e ampio giromanica, con fascetta in vita e chiusa con bottoncino sul fianco sx.


Kmud (dt.)


martedì 23 dicembre 2014

Marika

"Le donne in carriera, che non hanno tempo quasi per niente, magicamente lo trovano per cercare con puntiglio certosino la borsa giusta."
(Paola Jacobbi)





Marika

Borsa realizzata con tessuto da tappezzeria, e denim, con base rigida.


Marika

Chiusura tramite cerniera lampo in metallo, fodera interna in tessuto da tappezzeria rosso e fantasia (come l'interno dei manici), con tasca interna in denim.

Marika
 Dimensioni: 20x20x30

 Particolari borsa


lunedì 22 dicembre 2014

CAPIM DOURADO


Il Capim Dourado, scentificamente conosciuto come Syngonanthus Nitens, è una fibra vegetale estratta dall'omonima pianta che cresce spontaneamente in Brasile nella zona di Jalapão, nello stato nord-est di Tocantis, appartenente alla famiglia delle piante erbacee delle Eriocaulace. Noto anche come Oro Vegetale Sertão, è così chiamato perché la pianta durante la crescita muta il suo colore da verde ad un giallo oro, quando la secca, molto brillante e persistente che non muta nel tempo. 
Una volta raccolto viene lavorato ed intrecciato dagli Indios per realizzare collane, orecchini, bracciali, borse, cinture e oggetti vari. 
Anticamente gli indios della zona nord del Goiás erano soliti cucire gli steli dorati tramite gli aculei spinosi dei cactus, usati come aghi, e sfruttando come filo l''Olho do buriti', un tipo di filamento resistente presente nel tronco della palma Buritì, così da dare vita a utensili per lo più domestici, come ceste e contenitori; in seguito entrando a contatto con il popolo africano sfuggito alla schiavitù, i così detti Quilombolas, mescolarono la tecnica dell'intreccio del Caim Dourado con la loro creatività iniziando in tal modo a dar vita a bellissimi e preziosi monili dalla sorprendente leggerezza e brillantezza. Col tempo poi l'utilizzo dell' Olho do buriti come filo è stato sostituito dal filo di seta capace di esaltare ulteriormente la luminosità del Capim e di evitare l'estinguersi della palma.

Le caratteristiche principali del Cpim Dourado sono:
-Leggerezza;
-Brillantezza;
-Anallergica;

Video sulla lavorazione del Cpim Dourado:






mercoledì 10 dicembre 2014

CANAPA



La canapa è una fibra tessile vegetale ottenuta dal libro del fusto della Cannabis Sativa, della famiglia della Cannabacee, originaria dell'Asia centrale.
Fino agli anni '30 del '900 la sua coltivazione come materia prima per ricavarvi carta e fibra tessile, era molto diffusa, ma col tempo si è molto ridimensionata per l'avvento di altri materiali, impiegati in entrambi i campi, e per la somiglianza della pianta da fibra con la pianta da droga. Attualmente la coltivazione legale per usi tessili di varietà selezionate di cannabis, libere da principi psicoattivi, è concentrata soprattutto in Asia Orientale e in alcuni Paesi Europei.
In Italia la coltura della canapa per uso tessile ha una tradizione molto antica risalente sin dalle Repubbliche Marinare, quando nelle flotte da guerra venivano usate corde e vele in fibra di canapa, e che è perdurata nel tempo, fino ai giorni nostri con la produzione secolare di tessili artigianali di arredamento (in Romagna sono state rinvenute antiche tovaglie in canapa decorate con stampi di rame).
La fibra estratta meccanicamente dalla parte legnosa della pianta, viene chiamata cafiocco, cafioc o canapafiocco e, tessuta, viene utilizzata per fabbricare tele gregge, sacchi o cordame e per produzioni tessili di abbigliamento, accessori, calzature ed arredo.


Le caratteristiche principali della canapa sono:
-Resistenza;
-Poca elasticità;
-Ridotta conservazione di tracce inquinanti;
-Ottimo sostituto delle fibre sintetiche.


Codice meccanografico uniforme europeo: CA

Video sulla lavorazione della canapa:



I tessuti solitamente realizzati in canapa sono:
CANAPINA: Tessuto greggio in canapa molto apprettato che viene usato come sostegno o rinforzo nei capispalla molto sagomati. Può anche essere fatto in cotone o materiale sintetico.
CANOVACCIO: Tessuto in canapa ad armatura a tela, a maglie larghe e mano smerigliata, usato per ricamare. Viene fatto anche in fibra di lino.
CANVAS: Grossa tela in canapa, o cotone, usata principalmente per strofinacci. Realizzata a trama rada anche in cotone o lino, viene invece utilizzata come base per ricami oppure per fare abiti estivi.
TELA DAMASCATA: Tessuto operato in canapa (anche in lino), usato per tovaglieria ed asciugamani.
TESSUTO A SPINA: Detto anche traliccio, è un tessuto in canapa, o lino, che presenta ottime caratteristiche di resistenza e tenacità, e viene usato per tovaglieria e tele per sacchi, sdrai ecc.

sabato 6 dicembre 2014

MODA AVVENIRISTICA

"Oggi la donna è uguale all'uomo: lavora, ha mille impegni. Perciò bisogna facilitarle la vita sfruttando tutti i progressi tecnologici che portano a questa facilità."
(André Courrèges)



Negli anni '60, in netta contrapposizione allo stile hippy, si sviluppa la Moda Avveniristica, che troverà largo consenso soprattutto tra i designer francesi, come André Courrèges, Pierre Cardin, Saint Laurent, o lo spagnolo Paco Rabanne.
Il fascino provocato dallo sbarco sulla luna e dai viaggi nello spazio, ha contagiato anche il mondo della moda, proponendo capi di abbigliamento con elementi utopici, materiali all'avanguardia e tagli rigidi dal sapore spaziale.
Courrège, in concorrenza con Mary quant per l'invenzione della minigonna, è famoso per la sua "moda futuristica" dando vita a miniabiti semplici, puliti e dal taglio geometrico, che spesso non evidenzia la vita, realizzati con tessuti solidi e poco flessibili; propone stivaletti bianchi da indossare sia in inverno che in estate, con gonne e pantaloni, e copricapi che sembrano provenire dallo spazio. Introduce il pantalone come capo basico da donna, a vita bassa e con la gamba a tubo, da abbinare a top cortissimi che evidenziano l'ombelico. Predilige colori accesi e ben definiti, come il rosa, il turchese, il bianco, il blu ghiaccio, e motivi geometrici semplici, come strisce larghe, quadri o fiori stilizzati, rendendo così il proprio stile inconfondibile come espressione perfetta dell'era spaziale in ci ci si sentiva assorbiti.
Cardin anche era amante del look e tagli cosmonautici e proponeva, come Courrège, abiti a trapezio, copricapi e calzature spaziali. I suoi abiti, con fessure in vita o sul torace, erano realizzati con materiali nuovi, come i composti vinilici, o presentavano applicazioni con motivi a zig-zag.
Paco Rabanne lancia il suo futurismo presentando abiti di plastica e metallo, confezionati con placche ed anelli o stampati con materiali plastici o di metallo.
Saint Laurent, oltre ai tagli a trapezio (come l'abito ispirato a Mondrian), partecipa anche al concetto di trasparent look di questa moda avveniristica, proponendo abiti in mussola trasparente; il look trasparente non solo si rifà all'uso di tessuti finissimi e leggeri con cui si realizzano abiti e camicie, ma anche di materiali più avanguardisti, come il PVC, che conferiscono così ai capi un'aria ancora più spaziale.





mercoledì 3 dicembre 2014

RUDE BOY

"Stop your fooling around
time you straighten right out
better think of your future
else you? Il wind up in jail"
(The Specials - "Message to you Rudy")




Nella Kingston degli anni '60 i ghetti erano pieni di giovani disoccupati, alla difficile ricerca di un lavoro, che venivano identificati come Rude Boy, ovvero come ragazzi grezzi, rudi, di strada. Per loro essere "rudi" significava essere qualcuno quando la società diceva che non eri nessuno, difatti passavano il proprio tempo, ingaggiati dai gestori dei sound system, ad infastidire i rivali con azioni che spesso portavano alla violenza e alla creazione di gang di teppisti.
I Rude Boy, nonostante non fossero particolarmente abbienti, nella vita quotidiana vestivano sempre all'ultima moda ed in maniera facilmente identificabile, portavano spesso abiti in stile gangster statunitense, con giacca a tre bottoni, cappello pork pie (a cupola bassa), cravatta sottile, camicie colorate, calzoni aderenti e più corti del normale di una decina di cm, calzini bianchi, mocassini neri o scarpe di pelle lucida, tutti indumenti che riuscivano a procurarsi grazie alle proprie attività di rapinatori e trafficanti di marijuana; e abitualmente portavano i capelli rasati.
In quegli anni lo ska era la musica più ascoltata, ma i rude boys non condividevano il suo ottimismo iniziale, fino a quando questo non mutò, descrivendo così il malcontento dei rude e dedicando loro numerose canzoni, come le canzoni di Desmon Dekker, dei Clash o dei The Specials.
Nel 1962, quando la Giamaica ottenne l'indipendenza dall'Inghilterra, la cultura rude boy e la musica ska emigrarono, con i giovani giamaicani, in Gran Bretagna che fronteggiarono così, anche qui, disoccupazione, miseria e problemi razziali con l'ascolto di musica ska, spaccio di droghe leggere e piccoli furti.



martedì 2 dicembre 2014

BAMBOO



Il bamboo è una fibra tessile di origine vegetale estratta dal libro della pianta omonima.
La pianta del bamboo è altamente sostenibile per l'ambiente ed ha la capacità di autoprodurre un particolare agente antibatterico ed antifungino, il Bamboo Kun, il quale mantiene inalterate le sue caratteristiche anche a seguito della trasformazione in fibra tessile; ciò fa si che i capi in bamboo risultino essere naturalmente ipoallergenici ed igienici, evitando la proliferazione di batteri e cattivi odori e mantenendoli invece freschi e profumati.
Data la sua elevata morbidezza e agli agenti antibatterici che lo caratterizzano, il bamboo è solitamente impiegato per la realizzazione di tessuti in spugna e da bagno, biancheria intima, tutine e abbigliamento neonatale, e materiali sanitari ma può anche essere usato per arredo e abbigliamento esterno.


Le caratteristiche principali del bamboo sono:
-Morbidezza;
-Sofficità;
-Resistenza;
-Proprietà ipoallergeniche ed igeniche naturali;
-Termoregolatore e traspirante naturale;
-Elevato potere assorbente e di evaporazione;
-Proprietà antisettiche;
-Lucentezza;
-Leggerezza;
-Freschezza;
-Proprietà igroscopiche che fanno si che in fase di colorazione siano necessarie dosi inferiori di colorante.
-Resistenza alle pieghe;
-Ottime proprietà elastiche;
-Buona stabilità;
-Proprietà antipilling;
-Impenetrabilità ai raggi UV;
-100% biodegradabile.


Codice meccanografico uniforme europeo: BA

Video sulla lavorazione del bamboo:


lunedì 1 dicembre 2014

Z

ZAMBERLUCCO: Tipica veste borghese di panno, usata dagli uomini della metà del 1700 per proteggersi dal freddo, lunga e larga con maniche strette ed un largo cappuccio al posto del bavero.

ZANNELLA: Tessuto fortemente serrato, su armatura a saia, con ordito in cotone e trama di lana, o rayon e seta, molto pressato, utilizzato soprattutto per la realizzazione di ombrelli.

ZATTERONI: Sandali con suola piatta e molto alta in sughero, tomaia di cuoio, nappa o altro materiale, che andavano molto di moda negli anni '70 del '900.

ZARDOZI: Tipo di ricamo diffuso in Medio Oriente, Iran, Afganistan Pakistan e India, il cui nome deriva da una parola persiana che significa cucire con fili dorati; infatti questo ricamo viene effettuato con fili dorati o argentati, stelline di metallo, perle e vetrini, su basi in seta satin o velluto. Il Zardosi ha una storia antichissima e veniva anticamente impiegato nei sari per attirare l'interesse degli dei e successivamente, sotto i sognori Moghul, per decorare arazzi e tappeti da esporre nei palazzi.

ZARI: tipo di lavorazione tessile indiana che utilizza un ordito in fili metallici sia d'oro sia d'argento, i cui broccati di seta sono famosi in tutto il mondo; i suoi centri più importanti di produzione sono Varanasi, Mathura e Vrindaban.

ZAZOU: Stile di abbigliamento nato in Francia negli anni '40 presso gli amanti dello swing e dallo stile Zooties lanciato da Colloway. Il loro stile era caratterizzato da giacche extra-large a quadri, lunghe fino al ginocchio, strette in vita e con grandi tasche, cravatte in cotone o lana, foulard colorati, pantaloni stretti alla caviglia. Le donne Zazou portavano gonne plissettate a quadri e giacche a spalle larghe.

ZEBRATO: Tessuto con filati o stampe striate tipiche della zebra.

ZEINA: Proteina estratta dal granoturco con la quale si fa la fibra artificiale Vicara.

ZENDALE o ZENDADO: Velo finissimo dei seta o ampio scialle solitamente nero e frangiato, che le donne popolane veneziane del XVII sec. si appoggiavano sul capo, lasciandolo poi scendere libero sulle spalle e sul dorso per fermarlo poi in vita, annodato sul davanti.


ZENTAI: Termine giapponese utilizzato per indicare un abito aderente che copre il corpo intero. Questo genere di abbigliamento viene più comunemente realizzato utilizzando materiali quali lycra, spandex, cotone, lana e fibre metalliche.

ZEPHIR: Tessuto  o filato di lana o cotone mercerizzato particolarmente leggero e delicato che prende il nome dal vento leggero zefiro. Può essere in cotone ritorto a due capi ed è usato anche nella camiceria da uomo.

ZHONGSHAN ZHUANG: Chiamata in italiano "Giacca Maoista", è una giacca tipica cinese composta di quattro tasche con pattina, colletto alla coreana o ad aletta e allacciatura sul davanti tramite bottoni. Solitamente la si trova nei colori blu, verde, grigio e beige.

ZIBELLINO: Pelliccia molto usata nel secolo scorso e all'inizio del '900 prima che l'animale omonimo, originario della Russia e del Canada, rischiasse l'estinzione. L'aspetto del pelo è molto lucente con parti brune, corrispondenti al dorso dell'animale e parti castano chiaro, corrispondenti a collo e fianchi.

ZIBELIN: Tessuto di lana cardato misto a pelo d’angora.

ZIBETTO: Mammifero dei Viverridi, molto diffuso in India, dalla pelliccia color grigio-argento maculata di nero.

ZIG ZAG: Tipo di cucitura i cui punti sono disposti in diagonale anziché in linea retta. Viene usata per le orlature e anche come motivo.

ZIMARRA: Sopravveste maschile e femminile, molto in uso nel 1500, ma anche nei due secoli successivi, simile al robone, lunga sino a terra e aperta sul davanti, che veniva indossata solta le altre vesti. Poteva essere sia leggera che più pesante, foderata di pelli o seta, ed era abitualmente con maniche lunghe lasciate pendere senza infilarle, le braccia uscivano da apposite aperture. Quelle femminili erano ornate da strisce di stoffa, passamanerie, galloni o ricami; ve ne erano anche di elegantissime in tela d'oro o d'argento, tutte ricamate.

ZIP: Altro termine per indicare la chiusura lampo.

ZOCCOLO: Calzatura con suola in legno e tomaia composta da una striscia, usata un tempo da contadini e lavandaie, poi anche dai bagnanti sulle spiagge o come ciabatte da casa. Nel 1300 erano sia di uso popolare, che indossati dagli attori nelle commedie teatrali.

ZOOTIES: Subcultura americana nata negli anni '40 ad opera di Cab Calloway, e diffusasi nella comunità di colore, dalla valenza sociale e politica, che sta ad indicare l'uscita dal ghetto e la riuscita economica anche dei neri; erano soliti indossare lo Zoot-suit, da qui il nome, fino ad allora abbigliamento usato esclusivamente dalle orchestre di swing.

ZOOT-SUIT: Completo da uomo in voga nei primi anni '40, caratterizzato da una giacca estremamente lunga, con spalle larghe, imbottite e svasata sul tronco, pantaloni larghi sulla coscia e che si restringono sulle caviglie. Stile ripreso negli anni '80.

ZŌRI: Sandali infradito tradizionali Giapponesi, senza tacco o leggermente rialzati, fatti di paglia di riso, stoffa, legno laccato e pelle o materiali sintetici, che vengono indossati con i Kimono formali.

ZUAVA: 1- Tipo di pantalone corto e largo serrato sotto il ginocchio con lacci, ganci o fasce elastiche, molto in voga negli anni '20 come pantalone maschile sportivo. Spesso vengono identificati anche come "pantaloni knickerbocker" poiché confezionato con l'omonimo tessuto, ma possono anche essere in velluto a coste come pantalone sportivo da montagna.
2 - Tipo di giacca corta in vita delle uniformi degli Zuavi, soldati di fanteria misti tra francesi, algerini, europei, corpo creato in Algeria nel 1831.

ZUBON: Parte inferiore dell'uniforme usata nelle arti marziali, consistente in un pantalone largo con elastico in vita. In certe discipline può essere sovrapposta o sostituita dall'Hakama.

ZUCCHETTO: Berretto a forma di piccola calotta emisferica, aderente al capo o con piccole tese risvoltate all'insù, con un piccolo taglio da un lato che alleggerisce la linea. Di moda nell'abbigliamento maschile del 1200, spesso era in colori vivaci con fodere contrastan di di zambellotto. Attualmente è il berretto rotondo portato di color bianco dal Papa, rosso dai Cardinali, viola dai Vescovi e nero dai Preti semplici.

ZUPARELLO: Farsetto imbottito e trapuntato, che gli uomini del 1200 e 1300 portavano di giorno sopra la camicia. Era chiamato anche zuppa, zupeta o zupone. Ad esso venivano allacciate in cinque parti le calze lunghe di panno di moda all'epoca. I sarti che imbottivano tale capo erano chiamati a Venezia "zuparus" e a Firenze "farsettai".

ÀBACA



L'àbaca è una fibra tessile vegetale ricavata dal libro e dalle guaine fogliari della pianta omonima (nome scienifico Musa Textilis), appartenente alla famiglia delle Musacee, originaria delle Filippine e che cresce normalmente nel Borneo e a Sumatra. Meglio conosciuta come Canapa di Manila, capitale delle Filippine, viene commercializzata anche come Canapa di Cebu o Canapa di Davao (altre due isole dell'arcipelago) e la sua coltura, verso la prima metà del 1900, è stata introdotta anche nel Sud-Est asiatico e nell'America Latina.
La fibra, di colore bianco o giallastro, viene estratta dagli steli e dalle larghe foglie oblunghe della pianta e, filata, viene usata sia per fabbricare spaghi gomene e corde o reti da pesca da impiegare all'interno delle navi, sia per fare tessuti e tele estremamente resistenti usate per la realizzazione di borse, tappeti, vestiti o rivestimenti di mobili. Viene impiegata anche dalle industrie dei tessuti grezzi e della carta e i filamenti, detti Tagal, vengono utilizzati nella realizzazione di trecce per capelli.
L'àbaca, assieme alla canapa, è considerata una della fibre naturali più durevoli e viene classificata sulla base del colore delle fibre e della loro tenacità.


Le caratteristiche principali dell'àbaca sono:
-Resistenza;
-Flessibilità;
-Leggerezza;
-Tenacità;
-Resistenza alle acque salate.


Codice meccanografico uniforme europeo: AB

Video sulla lavorazione dell'àbaca:

I tessuti solitamente realizzati in àbaca sono:
T'NALAK: Tessuto in fibra di àbaca trattata in maniera particolare e tinta manualmente con coloranti naturali derivanti da radici, scorze, foglie e frutti. E' un tessuto interamente lavorato a mano e prodotto unicamente dalle tribù delle montagne T'boli, tramite telai tradizionali a tensione.

domenica 30 novembre 2014

LOTO



Il Fior di Loto, o Loto, è una fibra vegetale che viene estratta dal fiore omonimo, più precisamente dalla Nelumbo Nucifera che cresce spontaneamente in Birmania, nell'Asia sudorientale, sul lago Inle.
Gli steli di questo preziosissimo fiore, ritenuto sacro dai Buddhisti, danno vita ad un tessuto molto pregiato, dall'aspetto simile ad un lino misto a seta grezza e dalla trama irregolare, che anticamente veniva impiegato per realizzare le vesti dei monaci di rango superiore o per adornare le statue del Buddha; in seguito si è iniziato anche ad usarlo per realizzare sciarpe, scialli, i tradizionali longyi ecc. ed anche in mischia con seta o cotone.
La filatura della 'seta di loto' prevede procedimenti totalmente artigianali e dai tempi necessariamente molto stretti; nei mesi tra maggio e dicembre vengono colti i fiori dai cui steli viene estratta la fibra che deve essere filata entro le 24 ore successive per evitare il deterioramento delle stesse. Sovrapponendo di volta in volta le finissime fibre, estratte da gruppi di 4-5 steli alla volta, si è in grado di ottenere un filato progressivamente sempre più lungo e consistente che, in seguito, verrà lavato in acqua bollente per poi essere tinteggiato.


Le caratteristiche principali del fior di loto sono:
-Finezza;
-Morbidezza;
-Resistenza alle pieghe;
-Alta traspirabilità.

Video sulla lavorazione del loto:

ADLIB

"Adlib is the motto of freedom, it aims to reflect the freedom of this century that has been consumed by progress."
(Smilja Mihailovitch)





Ibiza, Spagna, 1971; in quegli anni l'isola era diventata un vero paradiso hippy dove i giovani ibecencos iniziarono ad adottare un nuovo stile di abbigliamento neohippy, ispirandosi al colore bianco, caratteristico delle case coloniche e delle chiese del luogo. Nasce così la moda Adlib, termine derivante dalla locuzione latina "Ad Líbitum", che significa a piacere, e perfetto per i tempi di utopia e libertà dell'epoca, conosciuto anche come Stile Ibecenco. 
Questo stile era caratterizzato da abiti dalle linee ampie e comode, realizzati in cotone e tessuti leggeri e naturali e dall'aspetto artigianale, ricchi di ricami, volant, pizzi, frange, lacci e macramé, con un' assoluto, o quasi, protagonismo del colore bianco.
Anche se tale tendenza era, di fatto, emersa spontaneamente, fu la principessa Smilja Mihailovich che, indossando questi abiti bianchi in ogni occasione, anche mondana, fece della moda Ibecenca una tendenza universale.




sabato 29 novembre 2014

HIPPY

"Gli hippy possono essere accolti come semplici provini di una creatura diversa da noi:
sono un'umanità di coleotteri, di marziani, o forse di angeli"
(Federico Fellini) 



San Francisco, quartiere di Haight Asbury 1964, è qui che nasce la subcultura più creativa, eccentrica e radicale di tutti i tempi, che, portatrice sana di ottimismo e fiducia nell'umanità, professa pace, libertà, apertura totale al mondo, fratellanza, amore per la natura, uguaglianza. Sono gli hippy, i figli dei fiori che per circa un decennio, dal'64 al '74, con il loro abbigliamento etnico, i camioncini psichedelici e le manifestazioni pacifiche, hanno scombussolato il rigido e conservatore "American way of life" della East Coast prima e dell'America intera poi.
L'origine del termine Hippy non è ben chiaro poiché potrebbe rifarsi al termine "hipicat" che in lingua wolof (quella parlata dagli schiavi Senegalesi) indica una persona saggia; oppure derivare dal termine "hip" (fianco) usato dalla malavita inglese dell'800 e americana degli anni '20 per indicare quelli "del giro" che fumavano oppio, nel primo caso, e bevevano whiskey, nel secondo. I beatnik degli anni '50- '60 definivano hippie, o hippy, i pivelli e così i figli dei fiori, non apprezzando tale nome ed i suoi riferimenti, preferiscono chiamarsi "free", liberi, o "freak", mostri.
Tecnicamente gli hippy nascono come una sorta di agglomerato e sintesi di altre subculture, come i surfer, amanti della natura che rifiutano il consumismo, i folky, paladini del ritorno alla terra ed attivisti per i diritti civili, i mod, moderni sperimentatori di prodotti sintetici e futuristici ed i beatnik, esistenzialisti che rifiutano le tendenze sociali e la guerra.
Propagandavano un'etica fatta di libertà ed autoespressione attraverso la musica, la letteratura, il cinema, i fumetti, la grafica, le arti performative; erano sperimentatori di nuove pratiche e stili di vita, spesso provenienti dall'oriente, come lo yoga, la meditazione, il buddismo, il paganesimo, la medicina alternativa, il vegetarianismo, l'amore libero e l'uso di droghe psichedeliche, praticavano il nudismo dipingendosi il corpo con disegni di fiori o motivi psichedelici, e si muovevano per l'America a bordo di  furgoncini coloratissimi dipinti da loro che chiamavano "Magic Bus".
Il loro look era sgargiante, con fantasie e colori audaci, capi in patchwork o dipinti a mano con la tecnica del tie-dye, che realizzavano da soli o acquistavano nei mercatini dell'usato, rifiutando i capi austeri e tristi delle boutique e che la moda imponeva. Indossano spesso capi unisex, come i jeans a campana, mantelli, caftani berberi, scialli di broccato, giacconi di montone, camicioni in stile medievale, vestaglie da concubina cinese e cappelli a tese larghe; vanno in giro scalzi o indossando sandali, mocassini indiani, scarpe da Aladino o stivali da cavallerizzo.
I ragazzi indossano giacche di divise militari vittoriane, con alamari e bottoni vistosi, o giacche sfrangiate o damascate con foulard paisley, gilet pakistani, cinture navajo e anelli afgani. Le ragazze, rigorosamente senza reggiseno, indossano morbidi abiti in velluto o leggeri allo stile far west o flapper, gonnelloni etnici da nomadi afgane, capi rifiniti con merletti, ricami, toppe, boa rosa di struzzo e collanine e bracciali in legno e perline.
Entrambi portano i capelli lunghi e sciolti, tinti con l'henné o cotonati e spettinati, si truccano con il khol e curano molto il proprio corpo con diete equilibrate e lavandosi assiduamente e profumandosi di patchouli (a differenza dei beatnik, con cui venivano associati, che non erano soliti lavarsi).


venerdì 28 novembre 2014

Il luogo strano

"Soltanto Madrid può darvi l'essenza."
(Hernest Emingway)




Sciarpa ad anello color pesca, in filato vintage melange 50% viscosa, 50% fibra acrilica, intrecciata a mano.
 Madrid 01
 La sciarpa può essere girata 2 o 3 volte per portarla più o meno accostata. 


Sciarpa ad anello color carta da zucchero, in filato vintage melange 50% viscosa, 50% fibra acrilica, intrecciata a mano.
Madrid 02
 La sciarpa può essere girata 2 o 3 volte per portarla più o meno accostata.